Pro Civitate Christiana
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Ettore Calvelli, Gesù Divino Lavoratore, n.1 rilievo (cm 34x43) e n.19 placchette bronzo a fusione (ø 12) con iscrizioni a rilievo, firmate, datato 1954-58, opera Pro Civitate Christiana 1464.
 
16. Gesù e i lavori degli uomini.
Cristo oggi è presente e partecipa alla fatica del lavoro, di qualunque genere di lavoro. E' questo il pensiero di Calvelli che nel '54, di sua iniziativa e senza alcuna commissione, esegue un Gesù Lavoratore; che comprende una placca centrale sul tema e otto medaglie radiali, tutte in bronzo di fusione, che rappresentano i vari mestieri. L'opera entra così in Galleria, ma è incompleta; e verrà completata nel '58 aggiungendo altre otto medaglie, riferite ad altri mestieri. Commenta l'artista: - Così Gesù guarderà anche loro (sic!) -. Le medaglie raffigurano: 1. Il Pastaio, 2. Il meccanico ciclista, 3. Il barcaiolo, 4. L'intagliatore, ecc. Nella placca centrale, figura un uomo prostrato, molto provato dalla fatica del lavoro: è il corrispondente della figura piegata a terra del bronzo di Figini. In sostanza, da questi lavori sale un grido di dolore, che è invocazione e volontà di riscatto.


Carlo Mattioli, Gesù Divino Lavoratore, bozzetto olio e tecnica mista su tela, non firmato (scritta autografa sul retro), datato 1959 (cm 50,8x39,5), opera Pro Civitate Christiana 1509.
 
17 Gesù e il mondo del lavoro.
Il rapporto tra Gesù, vivo e presente nel mondo di oggi, e il mondo del lavoro, è espresso da Mattioli in una serie di quadri eseguiti dal 1957 al '59. Il primo è una ricerca in cui quella di Cristo è una presenza fantomatica tra gli strumenti del lavoro con i quali (quasi delle protesi) in certo modo si identifica. E' forse l'eco di ricerche sul rapporto simbiotico, che oggi sempre più tende a stabilirsi tra l'uomo e i suoi strumenti. Nel 1959, invitato ad applicarsi di nuovo al tema, esegue due bozzetti molto diversi dalle tele precedenti: qui Cristo è concretamente presente e offre il suo aiuto agli operai, in occasione di incidenti sul lavoro. Dei due bozzetti, regalati dall'artista alla Pro Civitate Christiana, il più interessante è questo con la "perforazione del pozzo" (con due sole figure). Di Mattioli è l'uso drammatico del rosso e del contorno nero, forse di ascendenza rouaultiana; sui quali splende l'oro - in particolare l'aureola -, che fa pensare al "disco d'oro" di Congdon.


Attilio Torresini, Gesù Divino Lavoratore n.1, bronzo a fusione, firmato, datato 1956 (cm111x50x40), opera Pro Civitate Christiana 1379.
 
18 Gesù misura del lavoro.
Ci sono opere sul tema Gesù Lavoratore nelle quali domina l'idea di una "misura" da trovare - per uscire dai pericoli, ma anche dalla alienazione, che oggi ammala il lavoro -, dunque di una razionalizzazione, impresa da affidare al miracolo e un po' alla magia (questo è il pericolo) della onnipotenza di Cristo. Il quale tuttavia, anche in una sensibilità cristiana può essere percepito come misura, equilibrio, scienza e sapienza, ordine da assegnare al "caos" perché diventi "cosmos", anche con riferimenti antichi. Un esempio ne è certamente l'opera di Torresini. Scrive Fraschetti: si distingue "la sua plastica nobile, come il linguaggio di un gentiluomo di razza: senza affettazioni e senza esteriorità (..). Una convincente univocità di modi e di ritmi (denuncia) la personalità dello scultore, nelle cui opere (si leggono) immediatamente garbo e gentilezza ritmica, sensibilità della materia plastica e, dominante, un misterioso senso espressivo, aleggiante e inafferrabile".
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