Pro Civitate Christiana
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Cristoforo De Amicis, Gesù maestro degli umili, olio su tela, firmato e datato 1961 (cm 100x81,5), opera Pro Civitate Christiana 1488.
 
9. Gesù maestro.
Il titolo Gesù Operaio, o Gesù Divino Lavoratore, successivamente fu articolato, anche per venire incontro agli artisti, in Gesù Lavoratore o Maestro o Medico. Un'opera Gesù Maestro è quella di Cristoforo De Amicis, che l'artista intitola Gesù maestro degli umili. L'artista scrive: "Egli si fermava, lungo il cammino, a parlare con gli umili, convertendoli e illuminandoli di luce spirituale. Ho immaginato il Cristo su uno sfondo brullo, quasi arso, di collina, con una piccola folla, commossa e adorante intorno a lui. Ho cercato, insomma, di rendere attraverso la pittura, cioè attraverso lo svolgersi della forma e del colore, il manifestarsi di quell'umano e insieme spirituale sentimento che sorge negli umili".


Bruno Saetti, Gesù Divino Lavoratore, olio su tela, firmato, datato 1953 (cm 175x100), opera Pro Civitate Christiana 1427.
 
10. Gesù operaio e maestro.
C'è chi ha inteso il tema, nella sua dizione più ampia, mettendo insieme Gesù operaio e maestro. L'esempio è dato da Saetti nel 1953, cioè prima che la Pro Civitate Christiana indicasse il tema nella articolazione Gesù Lavoratore o Maestro o Medico. Gesù, mentre lavora in un cantiere edile, trova occasione per insegnare. Un operaio coglie il discorso e, mentre lavora, volge la testa in su, a guardare e ascoltare il Maestro. Tra i due un sole rosso. Un altro operaio, più rilassato, ha smesso di lavorare e ascolta seduto, senza problemi. Altri due sono sulle impalcature: forse infastiditi? Più difficile, e anche pericoloso (i piedi per aria) è il loro ascoltare. Quanto al sole: "Non l'ho inventato io, beninteso (dice Saetti), il motivo del sole. A volte terrificante a volte benefico, lo avevano già dipinto gli Egizi e gli uomini delle caverne, fino a van Gogh e Pelizza da Volpedo (.).. Non è stata certo una scelta casuale: mi sono impossessato di questa forma perché, inconsciamente, era già in me". Pensiamo anche al "disco d'oro" di Congdon: Cristo luce, nostra speranza.


Giovanni Meloni, Guarigione del cieco, cemento armato patinato, firmato, datato 1962 (cm 124x50x40), opera Pro Civitate Christiana 1503.
 
11. Gesù medico.
Cristo medico è un tema che ha avuto anche più fortuna, tra gli artisti. In Meloni il tema è svolto con una particolare ricchezza di significati. L'artista sceglie Gesù Medico e il titolo dell'opera è La guarigione del cieco. Gesù che guarisce il cieco sono due figure, ma è anche una sola. Si potrebbe dire siamese, cioè mostruosa: vista di fronte è un abbraccio, ma girando intorno si scopre che le due figure sono unite per il petto e le spalle. Il cieco è fasciato, un po' come Lazzaro che esce dalla tomba: è, in sostanza, una Resurrezione di Lazzaro. Le due figure sono una sola anche per via delle fasce, che sembrano legarle insieme. Le teste si rassomigliano e sembrano venire da mondi lontani. Le braccia sono due: quella del cieco è legata (impotente) lungo il corpo; mentre quella di Cristo (in primo piano) volge al volto del cieco e l'accarezza; ma come entrando nel volto. La bocca di Cristo è socchiusa, a pronunciare la parola: - Apriti!
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