Pro Civitate Christiana
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Felice Carena, Gesù operaio, olio su tela, firmato sul retro, datato 1953 (cm 151x75), opera Pro Civitate Christiana 1374.
 
6 Gesù operaio.
Felice Carena al termine di una sua ricerca scrive: "Non ho voluto realizzare il mio Gesù Lavoratore in azione, l'ho pensato invece verso sera a conclusione della sua quotidiana fatica raccolto nella meditazione, calmo, sereno se anche una mestizia invade il suo animo e ne rattrista il volto. Il piede destro appoggiato ad una trave ch'egli sta per finire di ripulirla della corteccia, nella sinistra tiene con nobile atto l'attrezzo del suo lavoro - la figura salda, eretta, staglia su un semplice paesaggio primaverile di alberi in fiore su un cielo sereno solcato da nuvole leggere - poco distante biancheggia un'umile casa, la casa dei suoi". E ancora: "Ho cercato di essere semplice, rifuggire da ogni rettorica, scarnire la figura nella sua essenzialità, nobilitarla col gesto semplice e grandioso - immaginandola in una luce argentea di un calmo vespero che si rispecchia nel viso del divino, che se anche doloroso sarà calmo e come serenamente preparato al grande sacrificio che l'attende".


Dilvo Lotti, Gesù Divino Lavoratore, olio su tela, firmato e datato 1954 (cm 200x150), opera Pro Civitate Christiana 1382.

 
7 Gesù operaio.
Torniamo ai tre della Sacra Famiglia con il quadro di Lotti, congegnato in modo da esprimere, dall'alba al tramonto, il giro del sole di ogni giorno dell'esistenza umana ((le età: la ruota della vita) in una prospettiva cristologica. In principio (lontano) è la madre terra: qui la terra toscana, la sua indicibile, archetipa e solare bellezza. Donde quella della donna, che viene di là. Aureola è l'ambiente in cui vive. Ed è donna avvenente, per la flessuosità delle forme; ed è madre, per quell' amoroso portare l'anfora. Da lei viene il Figlio, in primo piano con la ruota. Gesù, ritto mentre lavora, osserva partecipe la fatica del vecchio; che è dall'altra parte alla ruota, un po' chino: metafora del declino.


Primo Conti, Gesù Divino Lavoratore, olio su tavola, firmato e datato 1955 (cm120x81,5), opera Pro Civitate Christiana 1430.
 
8. Gesù operaio.
La donna, che in Lotti è origine (fondo) in Conti, come in Carrà, è un primo piano contemplativo; mentre in fondo (in disparte, da solo) è Giuseppe che lavora. Il rapporto con Carrà (eseguito nel '53) di questo Conti del 1955 è anche sul tema del libro: Gesù, che nel Vangelo non scrive se non per terra, a confondere i pensieri dei circostanti, qui lavora non a scrivere, ma a legare o rilegare le pagine di un libro, che è il Libro. Il tema, che per sé esce dalla vita nazaretana (Gesù non rilegava libri) acquista così una valenza simbolica. La solitudine e l'emarginazione di Giuseppe, nella iconografia di Gesù Lavoratore come in quella antica della Sacra Famiglia, non è costante; potendo questa figura esprimere al contrario il ruolo dominante del Padre; come nella Sacra Famiglia Canigiani di Raffaello o nel Gesù Lavoratore, che abbiamo visto, di Vanni Rossi.
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