Pro Civitate Christiana
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Carlo Carrà, Gesù Divino Lavoratore, olio su tela, firmato e datato 1953 (cm 49x59), opera Pro Civitate Christiana 1545.
 
3. Gesù operaio.
Vediamo ora Gesù, giovane adulto, operaio (artigiano) nella bottega di Giuseppe. Possiamo, tra le tante opere, prendere quella di Carlo Carrà. La Vergine è dipinta come una Maestà, o una dea madre. "Donna in riposo sul grembo fecondo, raccoglie e accoglie Gesù"; e in lui tutto e tutti. "Rivolta a noi (in primo piano) accoglie anche noi". Accoglie, affiancata da Giuseppe, "Gesù che la illumina: Gesù che si china verso di loro", chiudendo (sostenendo) la composizione. Nel silenzio, parlano "lo sguardo luminoso e il gesto misterioso" di Gesù; gesto che continua sulla pergamena (la parola) e sul tavolo da lavoro, fino a loro. Gesù è "pergamena da consegnare, il cui bastoncino genera una croce."


Giorgio De Chirico, Gesù Divino Lavoratore, olio su tela, firmato e datato 15.8.1951 (cm 140x102,5), opera Pro Civitate Christiana 1367.
 
4. Gesù operaio.
Come abbiamo visto la scenetta nazaretana, di per sé molto semplice, nella interpretazione di certi grandi artisti è ricca di significati. Il quadro di Giorgio De Chirico., originariamente intitolato Gesù operaio, in una prima interpretazione mostra Gesù adulto, falegname al lavoro, circondato da altri personaggi, tra i quali (in primo piano) la madre e un garzoncello. Manca la figura di Giuseppe. In una seconda interpretazione, sempre basata sul "Gesù cresceva" del Vangelo, l'artista rappresenta Gesù in tre momenti diversi: nel grembo di Maria, in quel garzoncello che dà una mano e infine nell'adulto, prossimo ormai all'epilogo di questa sua vita di artigiano. Anche utilizzando i costumi, l'artista costruisce una scena che va oltre il Gesù di Nazareth, nello spazio e nel tempo. La figura a torso nudo che sta dietro, sopra il pennello, è un autoritratto del pittore.


Pericle Fazzini, Gesù Divino Lavoratore, bronzo a fusione parzialmente dorato, firmato e datato 1951 (cm 110x63,5x55), opera Pro Civitate Christiana 1448.

 
5. Gesù operaio.
Diversamente dalle opere che abbiamo visto, il giovane adulto Gesù operaio di Fazzini è solo. Questo deve far riflettere. Gesù di Nazareth avrà avuto i suoi momenti di solitudine. Deve "attendere alle cose" del Padre suo (Lc 2, 49). Anche durante la vita pubblica i Vangeli ci dicono di momenti nei quali non si lasciava trovare. Occorre anche riflettere sulla solitudine di Gesù, nel senso dell'incomprensione e dell'abbandono, anche da parte dei suoi. Qui però forse l'artista non pensa affatto alla vita nazaretana: in questo entrare nella terra, che è il lavoro di perforazione con la trivella, è una idea dell'incarnazione. Anche qui, nella composizione, domina il triangolo. E' percettivamente una fecondazione, perché ne sgorghi il germoglio.
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